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Proposta per un manifesto di intenti

VERSO IL CONTRATTO DI FIUME DEL RIO POSADA

PROMOTORE DEL CONTRATTO
Parco Naturale Regionale di Tepilora

Premesso che:

Il bacino del Fiume Posada ha un'estensione di 702,8 km2 ed è delimitato a Ovest e a Nord dai Monti di Bitti e dai Monti di Alà, a Sud dalla catena del Monte Albo e ad Est dal mare. L'altimetria del bacino varia con quote che vanno da 0 m (s.l.m.) in corrispondenza della foce del Fiume Posada ai 1050 m (s.l.m.) in corrispondenza sia dei Monti di Bitti che del versante occidentale del Monte Albo. La superficie del bacino totale, misurata in corrispondenza della sezione più valliva (Stagno Longu), è di 675 Km2, l 'altitudine media sul livello del mare è di 470 m. Per quanto riguarda l'uso del suolo, il territorio è caratterizzat o per il 50% da Zone con Vegetazione Arbustiva e /o erbacea, per il 16 % da Zone Boscate e per un 3% da Zone con Vegetazione Rada. L'agricoltura occupa per il 14 % con Seminativi, per l'8% da Colture Permanenti e per un 6% , le Zone urbanizz ate occupano l'1%. Le potenzialità produttive dei terreni si intravedono nell'incremento delle colture irrigue con l'estensione delle superfici orticole, frutticole, olivicole nei terreni a maggiore suscettività e con il recupero a prati - prati pascolo permanenti dei terreni a modesta suscettività irrigua. Dai boschi di Tepilora sino alla foce del Rio Posada, si estende il Parco naturale regionale di Tepilora elemento di connessione tra montagna e mare. Il corso del Fiume Posada al l'altezza dei paesi di Torpè e Posada è stato sbarrato da una diga che ha permesso la formazione di un grande bacino artificiale: il Lago Maccheronis. Nei pressi di San Giovanni sorge un'importante Zona umida, dimora di una moltitudine di uccelli acquatici, tra cui anche i fenicotteri rosa: La laguna è inserita nell'elenco delle Riserve Naturali della Sardegna. Il bacino del Rio Posada presenta evidenti criticità: presenza di scarichi puntuali lungo il tracciato che influiscono in maniera negativa sulla complessiva qualità delle acque, (determinate dalla presenza di attività residenziali, turistiche e agro- zootecniche); problematiche legate al rischio idraulico legate alla gestione dell'onda di piena, durante eventi alluvionali, progressivo abbandono del territorio, problemi di regolamentazione degli invasi, manutenzione fluviale assente.

Considerato che:

La Direttiva 2000/60/CE in materia di tutela delle acque che individua il bacino idrografico come corretta unità di riferimento per il governo delle risorse idriche; relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni;

La Direttiva 2007/60/CE (direttiva alluvioni) relativa alla valutazione e gestione dei rischi di alluvioni, entrata in vigore il 26 novembre 2007;

La Direttiva 42/93/CEE (direttiva Habitat) e la Direttiva "Uccelli"2009/147/CEE - ex 79/409/CEE, quale principale strumento dell'Unione Europea per la protezione in-situ della biodiversità, in relazione all'art.8 della Convenzione Internazionale sulla Diversità Biologica (CBD).

La Direttiva 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia marina) quale utile strumento per la prevenzione e riduzione dell'inquinamento, l'utilizzo sostenibile dell'acqua, la protezione dell'ambiente e degli ecosistemi acquatici;

Il D.Lgs. 152/2006, "Norme in materia ambientale", che disciplina le Procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d'impatto ambientale (VIA) e per l'autorizzazione ambientale integrata (IPPC), nonché le norme in materia di difesa del suolo e lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall'inquinamento e di gestione delle risorse idriche;

Il D.Lgs. 152/2006, "Norme in materia ambientale", che all'art. 68 bis disciplina i contratti di fiume quali strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale di tali aree.

Il Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico (P.A.I.) della Regione Sardegna approvato con Decreto del Presidente della Regione Sardegna n. 67 del 10/07/2006.

Le Norme di Attuazione del P.A.I. che all'art. 43 individuano il contratto di fiume quale strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che contribuisce allo sviluppo locale delle aree interessate mediante la considerazione degli aspetti socio economici, sociali ed educativi, e attraverso azioni di tutela, corretta gestione delle risorse idriche e valorizzazione dei territori e dei paesaggi fluviali, unitamente alla salvaguardia dal rischio idrogeologico.

La Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici , redatta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con il coordinamento scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, approvata dalla Conferenza Stato Regioni e dalla Conferenza Unificata il 30 ottobre 2014 e adottata con Decreto Direttoriale 16 giugno 2015, n. 86, che tra le proposte di azione non strutturale individua forme partecipative per la gestione delle risorse, quali i "Contratti di Fiume", i "Contratti di Lago" e i "Contratti di falda".

La Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, redatta dalla Regione Sardegna adottata con delibera della giunta Regionale n 6/50 del 5 febbraio 2019, la Strategia definisce il percorso metodologico e le priorità strategiche per implementare le politiche di adattamento nella pianificazione regionale e degli enti locali, permettendo ai differenti attori di integrarle nelle politiche settoriali e territoriali.

Il Piano di gestione del rischio di alluvioni della Sardegna , approvato con il Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 27/10/2016, che individua strumenti operativi e di governance finalizzati alla gestione del fenomeno alluvionale in senso ampio, al fine di ridurre quanto più possibile le conseguenze negative delle alluvioni, individuando le sinergie interrelazionali con le politiche di pianificazione del territorio e di protezione della natura e pianificando il coordinamento delle politiche relative agli usi idrici e territoriali.

Il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sardegna , adottato con Delibera del Comitato Istituzionale n. 1 del 03/06/2010, quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi di qualità previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque dove l'Allegato 12.4 – Tabelle delle Misure individuate: la misura D-5 che prevede di "Promuovere la costituzione di organismi pubblici, per la gestione integrata delle acque di transizione la fine di armonizzare l'esigenza di tutela del corpo idrico con la fruizione sociale ed economica" e la misura F-9 che prevede la "Valorizzazione della funzione del contratto di stagno, di fiume e di lago inteso come strumento di gestione organica che integra le competenze degli Enti istituzionali operanti nell'area, al fine di garantire la tutela degli ecosistemi individuati con le attività produttive";

Il Piano di Tutela delle Acque, approvato con Deliberazione della Giunta Regionale n. 14/16 del 4 Aprile 2006 ai sensi dell'art. 1 della Legge Regionale 14/2000;

L'Attivazione della Rete Regionale dei Contratti di Fiume con deliberazione n. 40/21 del 10.10.2019 della Regione Autonoma Sardegna, quale strumento per integrare tematiche apparentemente eterogenee ma in realtà profondamente interconnesse tra loro: la qualità delle acque e degli ecosistemi dei corpi idrici, l'esposizione del territorio ai rischi idraulici ed idrogeologici, la difesa del suolo, la gestione del territorio in grado di coniugare sostenibilità economica e sostenibilità ambientale, lo sviluppo di una società e di un tessuto produttivo resiliente alle dinamiche naturali e ai cambiamenti climatici.

I soggetti firmatari concordano su


OBIETTIVI DEL CONTRATTO DI FIUME DEL RIO POSADA
Art. 1

Individuare un percorso operativo condiviso da attivare sul bacino
idrografico del bacino del Rio Posada che porti alla stipula del Contratto per il raggiungimento di obiettivi di buona qualità ambientale e di una efficace gestione del rischio idrogeologico
, avente quale riferimento principale il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Regione Sardegna e il Piano di gestione del rischio di alluvioni individuati dalle Direttive 2000/60/CE e 2007/60/CE, con il fine principale di attribuire al Bacino del Rio Posada un ruolo chiave nello sviluppo degli aspetti economici, sociali ed ambientali locali da attuare attraverso azioni di tutela, corretta gestione delle risorse idriche e valorizzazione dei territori e del paesaggio

Dare avvio e continuità, sull'intero territorio del bacino idrografico del Rio Posada ad un percorso di condivisione e concertazione dedicato, che coinvolga tutti i soggetti interessati attraverso un ampio programma di partecipazione e animazione.

Definire un quadro ambientale e territoriale di riferimento a cui tendere, i cui elementi caratterizzanti siano il risultato di un'azione volta al perseguimento di strategie quali:

- tutela ambientale e uso sostenibile delle risorse idriche attraverso il potenziamento del sistema di gestione e monitoraggio dell'intero tratto fluviale con particolare attenzione alle zone umide di foce particolarmente vulnerabili ";
- riduzione dell'inquinamento delle acque e salvaguardia dell'ambiente acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi;
- miglioramento della qualità delle acque anche attraverso impianti di fitodepurazione naturale;
- regolamentazione dei prelievi;
- miglioramento della fruizione turistico/ambientale attraverso la realizzazione di servizi trasversali (come sentieri) che colleghino le aree sorgive del bacino
con la foce;
- coordinamento delle politiche urbanistiche ed insediative dei territori acquatico e degli ecosistemi ad esso connessi;
- miglioramento della qualità delle acque anche attraverso impianti di fitodepurazione naturale;
- regolamentazione dei prelievi
- miglioramento della fruizione turistico/ambientale attraverso la realizzazione di servizi trasversali (come sentieri) che colleghino le aree sorgive del bacino
con la foce;
- coordinamento delle politiche urbanistiche ed insediative dei territori comunali coinvolti;
- condivisione delle informazioni e diffusione della cultura dell'acqua; -coordinamento con gli interventi di riduzione e prevenzione del rischio idraulico;



METODOLOGIA
Art. 2
Il percorso di costruzione del Contratto di fiume (CdF) del Bacino del Rio Posada, prende a riferimento i Requisiti qualitativi di base dei Contratti di fiume del 12 marzo 2015, redatti dal Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, Ministero dell 'Ambiente e della Tutela del Mare e del Territorio, ISPRA.

RUOLO E IMPEGNO DEI SOTTOSCRITTORI
Art. 3
I soggetti sottoscrittori del presente Documento di Intenti si impegnano a prestare il loro contributo al processo partecipativo ed elaborativo del CdF nell'ambito delle proprie competenze, a rendere disponibili le risorse umane, tecniche e strumentali di competenza per l'espletamento dei compiti di cui sopra e a dare adeguata informazione e diffusione del percorso per la sottoscrizione del Contratto di fiume.

Sottoscrivono preliminarmente il presente Documento d'intenti:

Promotore ‐ Coordinatore

Parco Naturale Regionale di Tepilora

Membri del Comitato promotore (a titolo esemplificativo e non esaustivo)

Regione Sardegna
Provincia

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Comuni di:
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Unione dei Comuni:

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ARPAS

ABBANOA

FORESTAS
Consorzio di bonifica

ENAS

Parco Geominerario

CCIA di Nuoro

Coldiretti Sardegna


Confederazione italiana agricoltori (CIA) - Sardegna

Confagricoltura Sardegna

COPAGRI Sardegna

CEAS di:


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GAL di:

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Legambiente Sardegna

WWF Sardegna

Italia Nostra Sardegna
CAI Sardegna

Proposta per un manifesto di intenti
Proposta per un manifesto di intenti
(foto di: Parco di Tepilora)
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